Introduzione alla tecnica RFId
La tecnologia RFID (Radio Frequence Identification) è un tipo di raccolta
automatica dati che usa l’elettronica e che permette un’identificazione univoca per il controllo di persone, animali
e oggetti.
La tecnologia più comune in materia di identificazione è quella del codice
a barre, che viene impiegata in vari campi per l’identificazione, il controllo e la gestione.
Per molto tempo, non è esistita alcuna tecnologia in grado di competere con quella dei
codici a barre. Oggi finalmente sta prendendo sempre più piede l’uso dei tags, che presentano
un basso costo e consentono prestazioni di gran lunga superiori. In un futuro
immediato, il costo dei tags è destinato a diminuire ulteriormente, grazie all’aumento
costante della produzione.
La tecnologia dei tags a radiofrequenza è fondamentalmente diversa da quella basata sui
sistemi ottici (codice a barre, OCR, ecc.) in quanto questi ultimi richiedono che
l’etichetta sia visibile dal sistema di lettura. Al contrario un tag può operare anche
in un ambiente buio, in ambienti polverosi come quelli industriali
e può essere inserito direttamente all’interno di imballaggi o oggetti non
metallici (legno, vetro, pla-sica o ceramica).
Con l’uso dei tags si possono creare applicazioni che sono impossibili da
realizzare attraverso i codici a barre, e si possono aumentare le potenzialità di applicativi
già esistenti sviluppando sistemi sempre più innovativi con una versatilità che i codici
a barre non possono eguagliare.
La RFID si avvale dell’uso di diverse tipologie di tag (anche chiamati
transponders) che
usano vari tipi di frequenze: bassa (LF), media (MF) e alta (HF). I tag vengono prodotti da
grandi aziende di elettronica come Texas Instruments, Philips o aziende specializzate in
questo campo come Sokymat. |

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I tags vengono impiegati in diversi tipi di applicazioni che permettono di
identificare e controllare elementi ai quali essi vengono applicati in modo permanente o
temporaneo. L’informazione contenuta all’interno dei tags viene rilevata da lettori che
possono presentare diverse caratteristiche per quanto riguarda
le distanze di lettura, forme e tiplogie di antenne, ampio range di la
velocità di lettura e automazione complementare diversificata. I tags possono essere predisposti per essere programmati e letti ciclicamente,
usando una memoria di tipo riscrivibile, oppure possono essere di tipo
"sola lettura", con l’uso di un codice unico non riprogrammabile (Id
number).
I lettori comunicano con i tags tramite un’antenna. La distanza di lavoro
tra tags e antenna può variare da qualche centimetro ad alcuni metri. E’ quindi
importante determinare a quale distanza dovrà avvenire la lettura per poter stabilire quale
tipo di tag e quale tipo di lettore e di antenne dovranno essere impiegati per un particolare
scopo.
E’ possibile inoltre inserire un tag all’interno di oggetti studiati
appositamente (ad esempio boli ruminali in ceramica) per il controllo di animali
(mucche, vitelli, pecore). Il debole segnale radio, in questo caso, penetra sia l’animale
portatore, sia la ceramica del bolus e consente di realizzare un sistema di controllo
e identificazione molto sicuro ed affidabile. |
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I tags possono essere usati in condizioni ambientali proibitive: esistono sistemi che
garantiscono un ottimo funzionamento anche in un intervallo di temperature che va da -50°C a
+200°C. |


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